Naufragio di Cutro

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26 febbraio 2023. Nel giorno del responso a sorpresa di Elly Schlein come leader del PD, la notte tra il 25 e 26 febbraio un caicco partito dalla Turchia con a bordo 180 persone si spezza in due, arenandosi tra la violenza delle onde contro una secca a pochi metri dal litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone. Una strage con 94 morti e diversi dispersi di cui 34 bambini. Il governo Giorgia Meloni ha sempre dichiarato di voler fermare gli arrivi per evitare nuovi lutti ma nel 2023 più di 3 mila persone sono morte nel Mediterraneo, oltre 2300 partivano da Tunisia o Libia. Mai tante dal 2017. La premier ha annunciato la “caccia agli scafisti lungo tutto l’orbe terracqueo “. Ma il decreto nutro ha solo inasprito le pene per chi guida un barchino, equiparandola un trafficante. A dispetto dei decreti che hanno limitato il soccorso in mare e di accordi con paesi come la Tunisia, gli arrivi sono stati il 47% in più. Sul Corriere della Sera di lunedì 27 febbraio 2023, nell’articolo di Giusi Fasano possiamo leggere: «Bambini, neonati, madri e padri. I corpi senza vita sono stati recuperati alle prime luci dell’alba. In mare, tra le onde, sulla riva e sulla spiaggia di Cutro, a venti chilometri da Crotone. Almeno 59 le vittime. Ecco il tragico bilancio provvisorio di un’altra strage di migranti. Ieri notte un vecchio barcone partito da Smirne, in Turchia, è andato alla deriva per il forte vento che spazzava la Calabria. E a poche decine di metri dalla riva si è spezzato. Tra i superstiti forse anche gli scafisti».

Corriere della Sera di lunedì 27 febbraio 2023


«Era buio, saranno state le cinque circa. A un tratto gli scafisti, quattro in tutto, mentre eravamo a cinquecento metri dalla riva, hanno scorto delle luci, fasci provenienti da torce che illuminavano l’oscurità verso l’alto. Si sono spaventati, hanno pensato che fossero le forze dell’ordine che li aspettavano. Allora hanno cambiato rotta per approdare da un’altra parte. Ma c’era da far presto, aumentando la velocità: l’unico modo è stato quello di alleggerire il peso a bordo. Così hanno gettato gente in mare tra le onde che intanto sballottavano il motopeschereccio»

Alessandro Fulloni


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