L’incendio della Rinascente

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24 dicembre 1918. A pochi giorni dall’inaugurazione, la sera della vigilia di Natale del 1918, il palazzo Bocconi, sede dei magazzini La Rinascente, venne distrutto da un vasto incendio le cui cause non sono mai state accertate nel tempo. Il Senatore Borletti, proprietario dell’immobile, convinto di riaprire una Rinascente ancora più grande fece scrivere sui principali quotidiani del 26 dicembre 1918 il seguente annuncio: «Post fata resurgo. Dopo il disastro da cui fu colpito il suo magazzino di Piazza Duomo risorgerà più bella – più grande – più forte di prima, mentre si appresta all’apertura dei grandiosi magazzini delle sue filiali di Roma-Firenze-Napoli-Torino-Bologna-Palermo». Il Corriere della Sera di mercoledì 25 dicembre 1918 riporta la notizia solo in chiusura nella sezione Recentissime. Sull’articolo dedicato scrive: «Fu verso le ore 2 – mentre sotto i portici della Galleria e de La Rinascente si effondevano le voce gioiose dei ritardatari festeggianti questo primo Natale di pace – che il guardiano notturno di servizio in quell’ora, perlustrando il lato dell’edificio di via S.Raffaele, si accorse di alcuni bagliori rossastri che illuminavano a vividi barbagli, a quando a quando meno lievi o più intensi, una delle ultime finestre bifore al secondo piano del sontuoso fabbricato. Ivi era il reparto mobili. Il guardiano notturno corse subito a dare l’allarme telefonando al corpo dei pompieri». La nuova Rinascente fu inaugurata dopo appena due anni e tre mesi: il 23 marzo 1921. Ricostruita identica alla prima, ma fornita di grandi serbatoi di acqua antincendio la struttura venne distrutta una seconda volta dal bombardamento alleato del 16 agosto 1943. Come una fenice, risorse e riaprì il 4 dicembre 1950.


«Fu verso le ore 2 – mentre sotto i portici della Galleria e de La Rinascente si effondevano le voce gioiose dei ritardatari festeggianti questo primo Natale di pace – che il guardiano notturno di servizio in quell’ora, perlustrando il lato dell’edificio di via S.Raffaele, si accorse di alcuni bagliori rossastri che illuminavano a vividi barbagli, a quando a quando meno lievi o più intensi, una delle ultime finestre bifore al secondo piano del sontuoso fabbricato. Ivi era il reparto mobili. Il guardiano notturno corse subito a dare l’allarme telefonando al corpo dei pompieri»

Redazione – Corriere della Sera mercoledì 25 Dicembre 1918


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