La riapertura delle frontiere nel calcio italiano

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21 marzo 1980. Dopo quattordici anni si riaprono le frontiere del calcio italiano. L’accordo, questo patto d’onore, è stato raggiunto a Milano dai trentasei presidenti delle società professionistiche dopo una riunione durata sei ore. La riapertura riguarda esclusivamente il campionato di serie A: ogni squadra potrà acquistare un giocatore straniero proveniente da ogni parte del mondo. Fu così che il primo straniero a sbarcare sul patrio suolo fu il difensore olandese Michel Van de Korput, tesserato dal Torino. La Gazzetta dello Sport di sabato 22 marzo 1980 titola in prima pagina “Il calcio italiano ha deciso. Si’ agli stranieri. Uno per ogni squadra di A proveniente da tutto il mondo”. Nell’articolo di fondo a cura della Redazione possiamo leggere: «…di fronte all’assurda quotazione raggiunta dai pochi giocatori italiani di buon talento, si riconobbe che il ritorno degli stranieri era ormai divenuto un ‘male necessario’. E difatti, fino a un mese fa, le argomentazioni per invocarlo riguardavano l’esigenza di calmierare i prezzi del mercato autarchico e l’opportunità di elevare il livello tecnico dello spettacolo».

La Gazzetta dello Sport di giovedì 22 marzo 1980


«Ma ora questo male è apparso agli stessi presidenti ancor ‘più necessario’ perché dopo la zaffata maleodorante del giallo delle scommesse il campionato ha assoluto bisogno di cambiare aria. Saranno proprio la curiosità, l’entusiasmo o l’amministrazione per i fuoriclasse in arrivo a farci dimenticare questa parentesi di stupida follia ed a restituirci, intatto, il gusto di una domenica allo stadio»

Redazione Gazzetta dello Sport


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