La guerra a Parigi

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In poche ore la vita nella capitale francese venne sconvolta da una serie di attacchi armati terroristici di matrice islamica a luoghi di ritrovo. La prima bomba esplose allo Stade de France durante l’amichevole Francia-Germania. Poco dopo una secondo gruppo di terroristi semina il panico tra il decimo e l’undicesimo arrondissement scaricando colpi d’arma da fuoco su bar, ristoranti e nella sala concerto del teatro Bataclan, che una squadra di jihadisti trasforma in una vera carneficina.Inclusi i sette attentatori, 137 furono le vittime, tra cui la ricercatrice veneziana Valeria Solesin. Non possiamo dimenticare quella sera incollati ai media mentre seguivamo il corso degli eventi di questa che é stata la più cruenta aggressione in territorio francese dalla Seconda Guerra Mondiale e il secondo più grave atto terroristico nei confini dell’Unione Europea dopo gli attentati di Madrid l’11 marzo 2004. Massimo Nava sulla prima pagina del Corriere della Sera del 14 novembre 2015 scrive: “Da questa notte sappiamo che cos’è una guerra nel cuore di una città. Da questa notte, sappiamo che a Parigi si può morire come a Bagdad, come a Beirut, come a Tripoli”.


Da questa notte sappiamo che cos’è una guerra nel cuore di una città. Da questa notte, sappiamo che a Parigi si può morire come a Bagdad, come a Beirut, come a Tripoli

Massimo Nava – Corriere della Sera martedì 14 novembre 2015


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