La cavalcata di Nicola Berti

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Siamo all’andata degli ottavi di finale di Coppa Uefa, edizione 1988-1989. A Monaco di Baviera la temperatura è decisamente rigida. Fa freddo e c’è la neve a bordo campo, ma Nicola Berti riscalderà i cuori di tutti i tifosi interisti del mondo. L’Inter vince 2 a 0 ma al ritorno ci fu però da bere l’amaro calice dell’eliminazione per l’Inter sconfitta al ritorno 3a1, in un’annata contraddistinta dallo scudetto dei record. In questa sfida di andata, il vantaggio fu firmato da Aldo Serena con un gran sinistro a pallonetto. Straordinaria invece la rete del raddoppio firmata dal numero 8 nerazzurro. Al minuto 70’ Berti intercetta un pallone sui 25 metri della propria difesa e si innesca in un contropiede fulmineo, dove salta praticamente tutti. Un mix di corsa, potenza, velocità e precisione, tanto che quando arriva davanti al portiere Raimond Aumann resta ancora lucido per battere in porta con un pallonetto. Un’impresa tecnica e atletica sensazionale che sarà destinata a restare nella storia del calcio, onorata giustamente nella prima pagina della Gazzetta dello sport di venerdì 25 novembre 1988 anche con una vignetta dettagliata di Carmelo Silva. Enrico Maida lo descrive così: «un gol come quello di Berti, piccolo grande monumento alla fantasia, non appartiene ad alcun modulo tattico: è semplicemente una splendida impresa tecnico-atletica e in questa chiave va celebrato».


«… un gol come quello di Berti, piccolo grande monumento alla fantasia, non appartiene ad alcun modulo tattico: è semplicemente una splendida impresa tecnico-atletica e in questa chiave va celebrato»

Enrico Maida – Gazzetta dello Sport venerdì 25 novembre 1988


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