Il Covid colora l’Italia

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03 gennaio 2021. L’Italia a inizio 2021 si fa arlecchino per determinare le fasce di rischio del Paese. Il calendario dei colori è la notizia del giorno sul tavolo del governo. Con la riapertura delle scuole il ministro della Salute Roberto Speranza pensa a un provvedimento-ponte per arginare la terza ondata del virus mentre il ministro della Cultura Dario Franceschini lancia l’idea che può cambiare il quadro di chiusure e riaperture con la creazione di una quarta fascia di rischio, una “zona bianca” nella quale entrerebbero le regioni con gli indicatori migliori. Sul Corriere della Sera di lunedì 4 gennaio 2001 nell’articolo “In un Paese normale” Carlo Verdelli scrisse: «Come tanti amori naufragati per la violenta rottura di ritmi di vita consolidati, anche la famiglia politica in capo alla nostra comunità, quella che dovrebbe tirarci fuori da questo tunnel, sta scoppiando e nel modo peggiore. Il coronavirus ringrazia e segna un altro punto a favore nella sua devastante campagna d’Italia: un Paese che ha perso le poche certezze che aveva, che ancora non sa quanti studenti andranno a scuola il 7 gennaio, che ormai va in confusione ad ogni cambio di colore sulla mappa, ieri rossa, domani arancione, poi gialla per due giorni, a seguire un weekend di serrata ma il 18 riaprono le piste da sci, forse». Alessandro D’Avenia a seguito di una nevicata porta un messaggio di speranza nel suo articolo “L’anno che verrà”. «Sono tutte apparizioni dell’imprevedibile che ci mostrano che la gioia è possibile, ma che si offre a noi solo quando sappiamo ricevere la vita in dono, cioè entrando in relazione profonda con la realtà. Tocca quindi a noi darle l’occasione di «ac-cadere», tenendo occhi e mani aperti».

Corriere della Sera di lunedì 4 Gennaio 2021


«Come tanti amori naufragati per la violenta rottura di ritmi di vita consolidati, anche la famiglia politica in capo alla nostra comunità, quella che dovrebbe tirarci fuori da questo tunnel, sta scoppiando e nel modo peggiore. Il coronavirus ringrazia e segna un altro punto a favore nella sua devastante campagna d’Italia: un Paese che ha perso le poche certezze che aveva, che ancora non sa quanti studenti andranno a scuola il 7 gennaio, che ormai va in confusione ad ogni cambio di colore sulla mappa, ieri rossa, domani arancione, poi gialla per due giorni, a seguire un weekend di serrata ma il 18 riaprono le piste da sci, forse»

Carlo Verdelli


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