Attentato alla maratona di Boston

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15 aprile 2013. Il violento attacco è stato un attentato a scopo terroristico compiuto nel corso della maratona annuale di Boston, durante la quale 3 persone sono rimaste uccise e oltre 250 ferite. Della strage, furono individuati dall’FBI due persone sospettate di aver piazzato gli ordigni: Džochar Carnaev e suo fratello Tamerlan, entrambi ceceni. Il primo è stato condannato alla pena di morte nel 2022, mentre il fratello perse la vita in uno scontro a fuoco con le autorità avvenuta lo stesso giorno dell’attentato. Il Corriere della Sera di martedì 16 aprile 2013 titola: «Bombe alla maratona, terrore in America». Nell’articolo di spalla a cura di Massimo Gaggi possiamo leggere: «Controllare i 42 chilometri del percorso di una maratona è praticamente impossibile. E il pericoli, in un Paese attraversato da mille tensioni, che è bersaglio del terrorismo internazionale, ma deve difendersi anche da molti gruppi di estremisti e da sette fanatiche, sono davvero imprevedibili […] Ieri nel mirino è finita una maratona. Non la più celebre, quella di New York, che è la più internazionale, la più vista nel mondo, ma anche la più sorvegliata. È stata colpita un’altra manifestazione, meno protetta ma, per certi versi, ancora più simbolica. Perché la maratona di Boston, che si corre in un lunedì di aprile, nel giorno in cui lo Stato del Massachusetts celebra il suo Patriot’s Day, le battaglie di Lexington e Concord, le prime della guerra per l’Indipendenza delle colonie americane dall’Impero britannico, è una grande festa popolare nella quale vengono tradizionalmente coinvolti in misura massiccia anche i veterani».

Corriere della Sera di martedì 16 aprile 2013

«L’attacco a Boston è un pugno sul volto di un combattente che si era appena rilassato»

Massimo Gaggi


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